Nonostante quest'anno vi siano ben dieci candidati per il miglior film, alcuni immeritatamente, a maggior ragione perché vi sono degli esclusi illustri, i giochi sono quasi fatti e, a poche ore dalla cerimonia, la gara per conquistare il titolo di miglior film dell'anno è diventata una vera e propria "guerra dei Roses", un corpo a corpo tra gli ex-coniugi James Cameron e Kathryn Bigelow. Bisognerà attendere per constatare se avrà la meglio la vecchia Hollywood, ossia quella che privilegia i film che compiono passi da gigante nella storia del cinema e che propenderebbe dunque per "Avatar", oppure, a favore di "The Hurt Locker", la nuova Hollywood, che l'ha avuta vinta spesso negli ultimi anni a causa dell'accesso di nuovi membri all'Academy e di una modifica recentissima del sistema di votazione che dà a questa corrente una marcia in più. Chissà chissà...
Sunday, 7 March 2010
Academy Awards 2010: ZERO HOUR. Miglior film: la "guerra dei Roses" tra AVATAR e THE HURT LOCKER.
Nonostante quest'anno vi siano ben dieci candidati per il miglior film, alcuni immeritatamente, a maggior ragione perché vi sono degli esclusi illustri, i giochi sono quasi fatti e, a poche ore dalla cerimonia, la gara per conquistare il titolo di miglior film dell'anno è diventata una vera e propria "guerra dei Roses", un corpo a corpo tra gli ex-coniugi James Cameron e Kathryn Bigelow. Bisognerà attendere per constatare se avrà la meglio la vecchia Hollywood, ossia quella che privilegia i film che compiono passi da gigante nella storia del cinema e che propenderebbe dunque per "Avatar", oppure, a favore di "The Hurt Locker", la nuova Hollywood, che l'ha avuta vinta spesso negli ultimi anni a causa dell'accesso di nuovi membri all'Academy e di una modifica recentissima del sistema di votazione che dà a questa corrente una marcia in più. Chissà chissà...
The Hurt Locker (K. Bigelow, 2008)

9 Academy Award Nominations:
Best Picture
Best Director - Kathryn Bigelow
Best Actor in a Leading Role - Jeremy Renner
Best Original Screenplay - Mark Boal
Best Cinematography
Best Editing
Best Original Score
Best Sound
Best Sound Editing
"The Hurt Locker" non è propriamente un "film di guerra": le pellicole riconducibili a tale genere prendono posizione sul tema da loro trattato, direttamente o indirettamente. Questo film è "a-politico", in quanto, pur rappresentando un aspetto settoriale della guerra in Iraq, ossia quello della disattivazione di congegni esplosivi, non contiene alcun riferimento a presidenti, patrie, bandiere et cetera. Ciò che viene portato sullo schermo con uno stile schietto ed asciutto è il dramma di chi vive la guerra come realtà quotidiana, costantemente sospeso tra l'adrenalina e la depressione, costretto a rivolgere l'attenzione alla meccanica della guerra per schermarne l'orrore. Il sergente James, interpretato da uno straordinario Jeremy Renner (un'interpretazione così aspra, sofferente e carismatica mancava dai tempi di "Il Gladiatore"), è, agli occhi dei suoi commilitoni, un burlone irresponsabile: non rispetta le procedure di sicurezza e disinnesca le bombe come se fosse in un'officina di provincia. Quello che noi spettatori siamo chiamati a percepire è la motivazione di fondo che giustifica il suo bizzarro comportamento: il protagonista è sostanzialmente un uomo d'azione, che vuole lasciarsi sopraffare dal suo lavoro per non avere mai respiro e dover pensare a come la morte e l'affetto nei confronti di coloro che ha lasciato a casa influiscano sulla sua sensibilità. Egli non è un Terminator, ma neanche una versione idealizzata del soldato americano, gonfiata dagli alti ideali della democrazia, bensì un uomo reale, con tutte le sue debolezze, così vero da poter essere tanto il nostro vicino di casa quanto un passante incrociato per caso. Il suo punto di vista è la chiave di volta per comprendere il film, girato come un action movie crudo e tragico. I soldati gettati tra le sabbie irachene possono contare esclusivamente sulla solidarietà dei loro compagni di missione: è proprio in quei piccoli, apparentemente insignificanti momenti di aiuto e conforto che Kathryn Bigelow dà il tocco di grazia e regala qualche secondo di autentica ed impregiudicata commozione. L'unico cruccio che si potrebbe vantare nei confronti di questo film è quello di essere stato girato, senza alcuna ombra di dubbio, per le sale cinematografiche e, di conseguenza, quegli accorgimenti tecnici che hanno fatto salire vorticosamente il numero delle candidature all'Oscar potrebbero non essere sempre apprezzati in pieno.
Friday, 5 March 2010
Academy Awards 2010: - 2. Miglior attore non protagonista. Chi vincerà, chi dovrebbe vincere.

Candidature per il miglior attore non protagonista.
Matt Damon - "Invictus"
Woody Harrelson - "The Messenger"
Christopher Plummer - "The Last Station"
Stanley Tucci - "The Lovely Bones"
Christoph Waltz - "Inglourious Basterds"
Chi vincerà: Christoph Waltz. L'ammirazione nei confronti della sua interpretazione è universale. La critica è spaccata sul giudizio da dare al film, ma nessuno litiga per stabilire se la prova dell'attore austriaco sia lodevole o meno, in quanto l'unicità del personaggio rende la bravura del suo interprete un dato di fatto. L'Academy non potrà ignorare questa performance e non avrebbe alcun motivo valido per preferire uno degli altri candidati, nonostante questa sia probabilmente la categoria più competitiva dell'anno tra quelle attoriali, dal momento che non vi è neanche una prova che non meriterebbe un Oscar.
Chi dovrebbe vincere: Christoph Waltz. Mi aggrego alle tante voci intessute di lodi: la sua interpretazione è sublime. Full stop. Per maggiori dettagli, siete invitati a leggere la recensione di "Bastardi senza gloria" su questo blog.
Thursday, 4 March 2010
Bastardi senza gloria (Inglourious Basterds, Q. Tarantino, 2009)

8 Academy Award Nominations:
Best Picture
Best Director - Quentin Tarantino
Best Supporting Actor - Christoph Waltz
Best Original Screenplay - Quentin Tarantino
Best Cinematography (Fotografia) - Robert Richardson
Best Editing (Montaggio) - Sally Menke
Best Sound - Michael Minkler, Tony Lamberti, Mark Ulano
Best Sound Editing (Effetti sonori) - Wylie Stateman
Golden Globe, SAG, BAFTA Winner - Best Actor in a Supporting Role - Christoph Waltz
Palme d'Or Winner - Best Actor - Christoph Waltz
SAG Winner - Outstanding performance by a Cast in a Motion Picture
Quentin Tarantino ha un dono: la capacità di catturare immediatamente l'attenzione degli spettatori grazie a sequenze di apertura talmente memorabili da essere spesso incluse nell'antologia dei momenti cinematografici indimenticabili. Egli ha altresì il dono di portare alla luce il meglio nei suoi attori, ai quali spetta il difficile compito di sostenere il ritmo di dialoghi o monologhi lunghissimi e complessi. "Bastardi senza gloria" si inserisce perfettamente nel quadro della "vocazione tarantiniana", con tutti gli eccessi che questa comporta. Infatti, sebbene il film sia un concentrato di violenza trattata in modo grottesco, la genialità del regista è tutta riassunta nella prima sequenza, il cui protagonista assoluto è il sublime ed impareggiabile Christoph Waltz nel ruolo del colonnello SS Hans Landa, un nome già leggendario nelle classifiche dei migliori cattivi cinematografici di tutti i tempi. Waltz ha tratto dalla brillante sceneggiatura di Tarantino un personaggio irripetibile, senza ombra di dubbio pazzo e sadico, ma con una facade razionale e suadente, resa attraverso l'impostazione della voce e della gestualità, nonché tramite microespressioni che farebbero venire il capogiro al più abile degli psichiatri. Il suo alter ego Brad Pitt dà la conferma del suo naturale talento nell'interpretare personaggi comici e grotteschi, come aveva già fatto in "Burn after reading" dei fratelli Coen e, non a caso, il suo luogotenente Aldo Raine regala momenti di divertimento allo stato puro. Il resto del cast è in ottima forma e include guest stars azzeccatissime, come un esilarante Mike Myers nel ruolo del pomposo generale Ed Fenech. Purtroppo chi ha visto o vedrà il film doppiato non se lo è goduto o non se lo godrà più di tanto, a maggior ragione perché uno degli elementi più curiosi del film è rappresentato dal fatto che, nel corso della sua durata, vengono interscambiate ben quattro lingue, ossia tedesco, francese, inglese e italiano. In definitiva, Tarantino ha confezionato un fantasy western ambientato ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e, nonostante vi sia qualche eccesso tipico dello stile registico che tuttavia aumenta la tensione costante tra il disgusto e la risata, l'assoluta originalità di innumerevoli sequenze rende questo film un godibilissimo prodotto artistico di alto livello.
Academy Awards 2010: - 3. Come si vota.
Wednesday, 3 March 2010
Tuesday, 2 March 2010
Academy Awards 2010: - 5. Miglior attrice protagonista. Chi vincerà, chi dovrebbe vincere.

Candidature per la miglior attrice protagonista.
Sandra Bullock - "The Blind Side"
Helen Mirren - "The Last Station"
Carey Mulligan - "An Education"
Gabourey Sidibe - "Precious: based on the novel "Push" by Sapphire"
Meryl Streep - "Julie & Julia"
Chi vincerà: Sandra Bullock. L' Academy ha sempre mostrato una certa tendenza a prediligere film "all American" a discapito di altre opere di maggiore qualità e "The Blind Side" non è un'eccezione. L'attrice interpreta in modo assai convincente una donna realmente esistita, la madre adottiva di un ragazzo di colore dalle origini poverissime che diventa una stella del football americano. La sua prova drammatica è notevole e purtroppo mortificata dallo sviluppo elementare del film. A mio avviso, era molto più incisiva nel film vincitore dell'Oscar "Crash", dove spiccava in una piccola parte non tenuta in sufficiente considerazione da parte della critica.
Chi dovrebbe vincere: Meryl Streep. Posto che non sono un'idolatra della meravigliosa signora, mi preme fare ben quattro osservazioni: in primo luogo, vincere un Oscar per un ruolo brillante è molto molto difficile e l'Academy seleziona tali ruoli con criteri molto (troppo) più selettivi di quelli drammatici; in secondo luogo, l'attrice non vince un Oscar dal 1983, pur avendo in seguito interpretato alcuni ruoli decisamente memorabili ed avendo raggiunto un totale di 16 candidature; in terzo luogo, la sua prova di bravura in "Julie & Julia" è la migliore che abbia reso negli ultimi dieci anni; infine, la sua interpretazione è la migliore di questa cinquina molto competitiva. Serve altro?
[Video] Un bel momento di solidarietà tra le due principali contendenti al "Nominees Luncheon" organizzato annualmente dall'Academy: http://www.youtube.com/watch?v=yoMfck4RIYc
Sunday, 28 February 2010
Academy Awards 2010: - 7. Miglior colonna sonora. Chi vincerà, chi dovrebbe vincere.

A partire da oggi fino a domenica 7 marzo, ogni giorno sarà dedicato all'imminente cerimonia degli Oscar. In ciascun post esaminerò una determinata categoria di nominati, esprimendo un'opinione in merito a chi dovrebbe ricevere il premio e facendo una previsione in merito al probabile vincitore.
Candidature per la miglior colonna sonora.
AVATAR (James Horner)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=2tSzZoOg9E8)
FANTASTIC MR. FOX (Alexandre Desplat)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=fmXvCSsjU10)
SHERLOCK HOLMES (Hans Zimmer)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=5XhkT3-e-YY)
THE HURT LOCKER (Marco Beltrami, Buck Sanders)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=l_Xceg9MmUE)
UP (Michael Giacchino)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=Q3YEJ7wpPog)
Chi vincerà: "UP". Michael Giacchino ha già fatto segno in tutte le principali cerimonie di premiazione che si sono susseguite fino ad ora e non vi è motivo per credere che non otterrà l'Oscar. Il compositore non è un estraneo al marchio PIXAR, avendo già composto la musica di "Gli Incredibili" e "Ratatouille", e l'anno scorso ha composto una colonna sonora a mio avviso troppo sottovalutata nella stagione dei premi, ossia quella di "Star Trek". La musica di "Up" rievoca i suoni della Hollywood classica, quella delle vecchie commedie un po' malinconiche, e forse questo ha fatto breccia nel cuore dei giurati.
Chi dovrebbe vincere: "AVATAR". Dal momento che una delle colonne sonore più incisive dell'anno è stata esclusa dalla rosa dei cinque, ossia quella di "A Single Man" di Abel Korzeniowski, precedentemente nominata al Golden Globe, la mia scelta ricade sulla musica composta dal romantico per eccellenza, il veterano James Horner ("Braveheart", "Titanic", "La Maschera di Zorro", "A Beautiful Mind" e molti altri). A differenza delle sue melodie più risalenti, in "Avatar" il compositore fa largo uso di strumenti tribali e percussioni, pur non abbandonando la sua vocazione naturale per le composizioni da orchestra, e il mix complessivo di pezzi corali e strumentali ha un impatto molto forte, capace di trasportare gli ascoltatori sul magico mondo di Pandora e di far loro percepire la sua bellezza.
Candidature per la miglior colonna sonora.
AVATAR (James Horner)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=2tSzZoOg9E8)
FANTASTIC MR. FOX (Alexandre Desplat)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=fmXvCSsjU10)
SHERLOCK HOLMES (Hans Zimmer)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=5XhkT3-e-YY)
THE HURT LOCKER (Marco Beltrami, Buck Sanders)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=l_Xceg9MmUE)
UP (Michael Giacchino)
(Audio: http://www.youtube.com/watch?v=Q3YEJ7wpPog)
Chi vincerà: "UP". Michael Giacchino ha già fatto segno in tutte le principali cerimonie di premiazione che si sono susseguite fino ad ora e non vi è motivo per credere che non otterrà l'Oscar. Il compositore non è un estraneo al marchio PIXAR, avendo già composto la musica di "Gli Incredibili" e "Ratatouille", e l'anno scorso ha composto una colonna sonora a mio avviso troppo sottovalutata nella stagione dei premi, ossia quella di "Star Trek". La musica di "Up" rievoca i suoni della Hollywood classica, quella delle vecchie commedie un po' malinconiche, e forse questo ha fatto breccia nel cuore dei giurati.
Chi dovrebbe vincere: "AVATAR". Dal momento che una delle colonne sonore più incisive dell'anno è stata esclusa dalla rosa dei cinque, ossia quella di "A Single Man" di Abel Korzeniowski, precedentemente nominata al Golden Globe, la mia scelta ricade sulla musica composta dal romantico per eccellenza, il veterano James Horner ("Braveheart", "Titanic", "La Maschera di Zorro", "A Beautiful Mind" e molti altri). A differenza delle sue melodie più risalenti, in "Avatar" il compositore fa largo uso di strumenti tribali e percussioni, pur non abbandonando la sua vocazione naturale per le composizioni da orchestra, e il mix complessivo di pezzi corali e strumentali ha un impatto molto forte, capace di trasportare gli ascoltatori sul magico mondo di Pandora e di far loro percepire la sua bellezza.
Saturday, 27 February 2010
Invictus (C. Eastwood, 2009)

2 Academy Award Nominations:
Best Actor in a Leading Role - Morgan Freeman
Best Actor in a Supporting Role - Matt Damon
Il film, tratto da eventi realmente accaduti, narra dell'incontro tra Nelson Mandela (Morgan Freeman) e il capitano della squadra di rugby sudafricana Francois Pienaar (Matt Damon) e dell'obiettivo comune che i due perseguirono.
Le critiche mosse nei confronti di questo film sono unidirezionali: l'assuefazione di Clint Eastwood alle ingiustizie più torbide che ha portato per anni sul grande schermo lo avrebbe disorientato e reso timido di fronte ad una storia fondamentalmente positiva. Di conseguenza, non avrebbe approfondito a sufficienza la figura di Nelson Mandela, qui interpretato dal saggio e carismatico Morgan Freeman, attore prescelto dallo stesso Mandela. Tuttavia, simili argomentazioni deviano abissalmente da quello che è lo scopo del film, non quello di ripercorrere la biografia di un uomo bensì di testimoniare la capacità dello sport, in particolare uno di quelli attualmente più svincolati dalla corruzione del "mercato", di unire le persone anche nei casi più disperati.
"Invictus" è un film poderoso come i suoi giocatori di rugby, adrenalinico grazie alla splendida fotografia di Tom Stern e supportato da un cast perfetto, all'interno del quale spicca uno strabiliante Matt Damon nel ruolo di Francois Pienaar (perfetto il suo accento sudafricano, a differenza di quello di Freeman), per sua sfortuna già victus nella corsa all'Oscar dal sublime Christoph Waltz di "Bastardi senza gloria".
L'aspetto maggiormente interessante è sicuramente dato dalla "multifocalità" della vicenda: la trama è unica, ma è raccontata da punti di vista molto diversi tra loro, ognuno con una propria motivazione alle spalle.
Innanzitutto vi è Mandela, che inizialmente vede nel campionato mondiale di rugby l'opportunita di lanciare in modo eclatante un messaggio politico di unione e finisce per essere egli stesso coinvolto nella fervente anticipazione di un qualunque tifoso, rinnovando il suo spirito guerriero indomabile nella convinzione che debba sempre essere possibile cambiare lo stato delle cose.
In secondo luogo vi è Pienaar, il simbolo della transizione dall'ideologia paterna dell'apartheid verso un nuovo modo di pensare dei cittadini sudafricani, coraggioso apostolo di un messaggio di pace inizialmente frainteso da entrambi i lati della divisione razziale.
In terzo luogo, vi è il cast corale dello staff presidenziale, nel quale ogni persona è in qualche modo influenzata dalla figura centrale e finisce per essere trasformata nel profondo, pronta a dare la vita per qualcosa di infinitamente più grande e importante.
Ciò che Eastwood trasmette ai suoi spettatori, senza propaganda politica o strepiti retorici (alla faccia di chi ha definito questo "un film dell'era Obama"!), è quel senso di dignità che porta a credere ed a combattere per qualcosa e chi si lascerà conquistare dalla sobria bellezza del film uscirà dal cinema con l'impulso, per quanto temporaneo, di portare a termine qualcosa di molto rilevante.
Il testo della poesia "Invictus" di W.E. Henley, che ha ispirato il titolo del film, si trova qui http://en.wikipedia.org/wiki/Invictus
Trailer originale:
Thursday, 25 February 2010
Precious (Precious: based on the novel "Push" by Sapphire, L. Daniels, 2009)

Academy Award Nominee:
Best Picture
Actress in a leading role - Gabourey Sidibe
Actress in a supporting role - Mo'Nique
Directing - Lee Daniels
Adapted Screenplay - Geoffrey Fletcher
Film Editing - Joe Klotz
BAFTA Winner: Best Supporting Actress - Mo'Nique
Golden Globe Winner: Best Supporting Actress - Mo'Nique
SAG Award Winner: Best Supporting Actress - Mo'Nique
Critics Choice Award Winner: Best Supporting Actress - Mo'Nique
A giudicare dall'incipit, "Precious" potrebbe sembrare un qualunque film narrante la storia di una ragazza di colore emarginata. Non lo è. Il film è un originale ed amarissimo racconto di un orrore inconfessabile consumato tra le mura di un degradato appartamento di Harlem. Clarice "Precious" Jones potrebbe facilmente essere un cliché, quello della ragazza obesa priva di aspirazioni e destinata a passare la vita dietro alle casse di McDonald's o nei bagni pubblici delle stazioni, invisibile agli occhi altrui. Non lo è. I colori della sua immaginazione sono vividi, luminosi e raggianti, spiccano il volo nei momenti in cui sembrerebbe impossibile farli risplendere, nel bel mezzo di una turpitudine sulla quale calano il silenzio e la vergogna. Precious è un'amazzone, disillusa e, ciò nonostante, ferma nei propositi alla cui elaborazione assistiamo direttamente noi spettatori, fragile ma coraggiosa. Peccato che Lee Daniels non assecondi fino in fondo questo incredibile personaggio, meravigliosamente interpretato dall'esordiente Gabourey Sidibe. La prima parte del film è strabiliante nella sua autentica ruvidezza, priva di toni edificanti e black pride, e il cast è in stato di grazia, su tutti la strepitosa Mo'Nique nel ruolo della madre violenta di Precious, personaggio dotato di molte sfaccettature irriducibili ad un'unica prospettiva. La seconda parte risente della volontà registica di preferire la "questione sociale" alla vicenda umana, elemento che attenua la peculiarità del film pur non danneggiandone la qualità, indubbiamente molto alta. La commistione di dramma e musical funziona, in quanto il secondo obnubila in maniera efficace le scene più cruente o crudeli, eliminando il bisogno di ricorrere all'espediente della dissolvenza o, peggio, di mostrare tutto il mostrabile. Oltretutto, i percorsi mentali di Precious aumentano l'empatia degli spettatori, che di fronte al tripudio di luci, colori e musica sono perfettamente consapevoli di quello che sta accadendo in contemporanea nel mondo reale e potrebbero ritrovarsi in lacrime, agghiacciati, indignati, amareggiati, agguerriti. Un'ultima nota: è del tutto inimmaginabile pensare di poter vedere il film doppiato, in quanto l'essenziale suspension of disbelief non può aver luogo di fronte al melting pot di Harlem che parla "romano de Roma"!
Clip del film: http://www.youtube.com/watch?v=CFoy3QX49qg
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